venerdì 9 marzo 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: COSMOBSERVER MEDIA PARTNER DELLA “EVEREST EXPEDITION 2018” DELL’ASTRONAUTA MAURIZIO CHELI



Il sito di divulgazione COSMOBSERVER racconterà l’impresa dell’astronauta italiano Maurizio Cheli, impegnato nella scalata del monte più alto del pianeta.


Si chiama “EVEREST EXPEDITION 2018”, la nuova sfida che vedrà impegnato l’astronauta italiano Maurizio Cheli nei prossimi mesi.
Era il 1996, quando Maurizio Cheli, a bordo dello Space Shuttle Columbia in orbita attorno alla Terra per la Missione STS-75, ha fotografato la catena dell’Himalaya e il Monte Everest. Già allora aveva espresso il desiderio di scalare quella vetta per vedere il pianeta dal “Tetto del mondo”.
Quel desiderio trova posto nella realtà nel 2018. Dopo mesi di preparazione e di allenamento, Maurizio Cheli partirà il prossimo mese di aprile per tentare questa sfida sotto la guida dell’alpinista Marco Camandona.

Per raccontare la EVEREST EXPEDITION 2018, l’astronauta italiano ha scelto il sito di divulgazione scientifica COSMOBSERVER.
Fondato alla fine del 2014 dal divulgatore scientifico ed esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso, in pochi anni, il sito - dedicato ai temi dell’astronomia, astrofisica e astronautica - è diventato un riferimento credibile nel panorama della divulgazione scientifica italiana.

La redazione di COSMOBSERVER, seguirà “da vicino” la scalata di Cheli e sarà aggiornata in tempo reale sui suoi spostamenti grazie a tecnologie satellitari. L’accordo prevede anche l’aggiornamento dei profili social dell’astronauta e l’attività di coordinamento tra tutti i partner dell’impresa da parte di Emmanuele Macaluso.

“È per noi un grande piacere seguire Maurizio in questa impresa – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Siamo al lavoro per gestire le attività media e di Relazioni Pubbliche, mettendo il protagonista di questa sfida nelle migliori condizioni per prepararsi a questa esperienza. Un’esperienza che condivideremo attraverso i molti canali a disposizione in tempo reale. Questo incarico, oltre ad essere molto stimolante, è l’ennesima prova della bontà delle nostre scelte strategiche, operative e redazionali.
Siamo orgogliosi di questa opportunità e faremo il nostro lavoro al meglio. Maurizio non sarà mai solo”.

 Di seguito i canali per seguire la EVEREST EXPEDITION 2018:

COSMOBSERVER

EVEREST EXPEDITION 2018

giovedì 8 febbraio 2018

PERSONAGGI E PERSONALITA’: LILIANA RAVAGNOLO

(Nella foto la D.ssa Liliana Ravagnolo, nel centro Altec di Torino davanti ad un modello inscala 1:10 della Stazione Spaziale Internazionale – Photo: Emmanuele Macaluso/COSMOBSERVER)

Liliana Ravagnolo, laureata in Psicologia del Lavoro all’Università di Padova, è attualmente Project Manager nell’ambito dei progetti di ISS Commercialization della Direzione Progetti Avanzati presso ALTEC S.P.A. di Torino. È stata fra i primi italiani a conseguire la certificazione da parte della NASA per l’addestramento degli astronauti.  
 
È un soleggiato pomeriggio di metà gennaio quando mi reco in Altec per incontrare Liliana Ravagnolo. Non sarebbe stato il nostro primo incontro, avevo infatti avuto la possibilità di essere “guidato” dalla D.ssa Ravagnolo in una visita qualche mese prima, durante un open day, nel quale ho avuto modo di visitare questa azienda che contribuisce a fare di Torino la “Houston d’Italia”.
Vengo accolto in una sala riunioni e passo qualche minuto a conoscere e scambiare qualche parola con l’intervistata e la D.ssa Daniela Souberan (Responsabile della Comunicazione di ALTEC). Un incontro gradito che dà il via ad una lunga e piacevole intervista.

D. D.ssa Ravagnolo, come è iniziato il suo rapporto con lo spazio e come è entrata a far parte di questa azienda?
R. Ho sempre avuto la passione per lo spazio, fin dal tempo del liceo leggevo libri di fantascienza, tra i quali quelli di Asimov e di altri autori molto in voga in quegli anni. Non avrei mai pensato di lavorare in un contesto come questo. La mia formazione è umanistica, sono laureata in psicologia e sono specializzata in psicologia del lavoro e selezione del personale. Il mio primo incarico infatti… >>>

Leggi l'articolo completo qui http://www.cosmobserver.com/articles/interviews/010%20liliana%20ravagnolo/liliana%20ravagnolo.htm


Emmanuele Macaluso

mercoledì 7 febbraio 2018

FALCON HEAVY DI SPACEX SUPERA IL SUO PRIMO TEST DI VOLO ED ENTRA NELLA STORIA



(La Tesla Roadster con a bordo il manichino con indosso la tuta spaziale SpaceX e la Terra sullo sfondo. La Roadster era il carico "domostrativo" utilizzato per il test di volo - Credit: SpaceX)

Era dai tempi dell’Apollo e dei vettori Saturn V che non si vedeva qualcosa di queste dimensioni su una rampa di lancio. Il 6 febbraio 2018 sarà ricordato negli ambienti dell’astronautica come la data in cui un’azienda privata ha rialzato le ambizioni dell’esplorazione spaziale.
Il test di volo del Falcon Heavy di SpaceX è stato annunciato e organizzato, dal punto di vista mediatico, come un grande evento sportivo, che ha portato l’interesse verso un evento scientifico e tecnologico ad un livello di portata globale e generalista.
Dopo qualche ora di ritardo, a causa dei forti venti in quota, alle 21,45 (ora italiana), il Falcon Heavy, alto 70 metri - quanto un palazzo di 23 piani - è decollato con tutta la potenza dei suoi 27 motoriMerlin”, dal complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center. Lo stesso da cui partivano le missioni Apollo e gli Space Shuttle.
Life on Mars” di David Bowie è stata la colonna sonora scelta per questa impresa da Elon Musk, e ha sottolineato la diretta globale di questo evento.

Ma veniamo al test di volo e ai suoi obiettivi che sono stati tutti raggiunti. Il Falcon Heavy, con una Tesla Roadster e un manichino con indosso una tuta spaziale SpaceX stipati nell’area cargo, doveva partire dalla rampa di lancio. L’Heavy è formato da 3 booster, uno centrale e due laterali. Al termine della fase di spinta i motori dovevano staccarsi e rientrare sulla Terra per essere successicamente riutilizzati.
I due razzi laterali avevano un rientro programmato a Cape Canaveral, mentre il centrale (l’ultimo a staccarsi dal Falcon Heavy), è atterrato su una piattaforma predisposta per il rientro nell’Oceano Pacifico.
Una volta in orbita, il vettore doveva “indirizzare” il suo carico verso una traiettoia che ha come obiettivo il raggiungimento dell’orbita di Marte, il pianeta rosso.

Ed è dopo il successo del lancio e del rientro dei tre booster che la scienza ha lasciato spazio allo spettacolo e al marketing. Entrerà nell’iconografia terrestre la foto che vede una fiammante Tesla Roadster rossa, aperta in versione cabrio, con a bordo un manichino vestito dalla tuta spaziale SpaceX presentata solo qualche mese fa dallo stesso Elon Musk. Un auto con a bordo un astronauta e sullo sfondo il pianeta Terra. Un’immagine così potente da diventare in poche ore storia e icona. Sul display, al centro della console dell’auto, la scritta “Don’t panic”.

Un evento scientifico e tecnologico che alza le ambizioni del fondatore di SpaceX, che nel 2016 aveva annunciato un piano per colonizzare Marte utilizzando dei vettori in grado di trasportare 200 persone. Ma il test, del quale diamo conto, ha segnato anche il cambiamento del modo di raccontare l’esplorazione spaziale: con leggerezza (ma puntualità scientifica) e in modo inclusivo e spettacolare. Dalle scorse ore il modo di raccontare la scienza diventa ancora di più infotainment.  

Emmanuele Macaluso

venerdì 26 gennaio 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: E' ON-LINE IL NUOVO SITO DI COSMOBSERVER



COSMOBSERVER si trasforma da blog a sito di divulgazione scientica dedicato all’astronomia e astronautica.
È finalmente stato pubblicato il nuovo sito ufficiale di COSMOBSERVER. Fondato dall’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, COSMOBSERVER è nato nel 2014 come blog di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica.
In pochi anni è diventato un player credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana dando voce ad un selezionato gruppo di scienziati, astronauti e divulgatori della scienza che hanno operato in ambito astronomico e astronautico. Tra gli intervistati da COSMOBSERVER ricordiamo gli astronauti Franco Malerba e Maurizio Cheli, gli astronomi Walter Ferreri, Attilio Ferrari, Alberto Cora e Daniele Gardiol, il ricercatore Fabio Falchi e i divulgatori Piero Bianucci e Antonio Lo Campo.
Oltre alle interviste, sono decine gli articoli che trattano l’attualità relative alle ricerche scientifiche in ambito astronomico e le attività spaziali dell’astronautica, le recensioni di libri e le analisi in ambito scientifico e comunicativo.

Il passaggio da blog (che continuerà ad essere attivo) a sito web, si è reso necessario per dare una piattaforma più solida alle migliaia di persone che attraverso i social e gli altri canali di comunicazione acquisiscono informazioni e curiosità da COSMOBSERVER.
“Oggi è per tutti quanti noi una data importante – dichiara il fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso, che continua – questo è un altro tassello che va nella creazione di quel network della comunicazione scientifica che, in collaborazione con i nostri partners, stiamo creando. Questo nuovo canale rappresenta una piattaforma che ci permetterà di crescere e di presentarci con maggiore solidità sia nei confronti della nostra platea che dei nostri partners e futuri sostenitori”.

Il sito web di COSMOBSERVER segue le linee editoriali che hanno portato al successo del blog: correttezza dell’informazione scientifica, attenzione nei confronti della platea, trasparenza e alta qualità dei contenuti.

Una delle scelte messe in evidenza durante la conferenza stampa di presentazione, è stata quella di non rendere “adattivo” il nuovo sito agli smartphones (anche se sarà comunque visibile e usufruibile) da quegli strumenti.
Una scelta contro corrente che Macaluso spiega così: “È una scelta ben precisa. Non ci occupiamo di gossip o di contenuti di semplice intrattenimento, noi ci occupiamo di scienza e approfondimento, argomenti che meritano di essere considerati con la giusta attenzione, e non in modo distratto. I tempi di permanenza sulle nostre pagine e le statistiche che abbiamo analizzato ci hanno permesso di comprendere che i nostri lettori vogliono vivere la loro esperienza divulgativa su COSMOBSERVER con calma e in modo approfondito e colto. Siamo sicuri che questa scelta potrà contribuire a dare maggior potere al messaggio divulgativo rendendolo meno dispersivo. I nostri volumi sono in continua crescita e siamo disposti a rischiare”.

Il sito di COSMOBSERVER è disponibile all’indirizzo www.cosmobserver.com

Di seguito i contatti di COSMOBSERVER